Consiglio Pastorale

IL DISCERNIMENTO COMUNITARIO

  1. Cos’è il discernimento comunitario

Il discernimento comunitario è lo stile e il metodo che il consiglio/coordinamento pastorale assume per leggere la storia cercandovi i segni della presenza di Dio, per progettare il cammino della propria comunità, per affrontare le diverse tematiche che chiedono il suo intervento.

Come stile evidenzia il volto comunionale e sinodale di una comunità che si lascia guidare dallo Spirito; come metodo è quel percorso che porta a confrontarsi insieme, con passaggi logici e ordinati, per analizzare una situazione, valutarla alla luce del vangelo e dei valori cristiani, per giungere a esprimere un giudizio e a operare delle scelte adeguate.

  1. I passaggi per esercitare il discernimento comunitario

 La scelta di questi passaggi è pedagogica, è una delle modalità con cui si può concretizzare il cammino di discernimento: una volta appreso lo stile ed il metodo, ci si muove con fedeltà, ma senza rigidità.

  1.  Il momento della conoscenza

Affrontiamo la questione dell’emergenza povertà nel nostro Vicariato di Thiene.

Prima di tutto è necessario conoscere la realtà: per questo è importante l’ascolto dell’esperienza del Centro di Ascolto Caritas anche quella di quei laici che per il loro servizio hanno delle specifiche competenze. Questo per evitare analisi frettolose e superficiali.

  1. Il momento della consapevolezza e purificazione interiore:

quale è la mia reazione emotiva di fronte alla realtà presentata?

da quali pre-comprensioni devo liberarmi?

 Il momento della consapevolezza e purificazione interiore è necessario sia a livello emotivo, sia a livello intellettuale. Si devono far emergere e si devono contrastare gli elementi, più o meno consci, che ostacolano il confronto sereno e possono generare tensioni… per aprirsi a nuove prospettive, accogliere nuove idee e potersi accostare al tema in modo oggettivo.

Possiamo dire che il discernimento comunitario è anche un cammino di conversione personale e comunitaria.

  1. Il momento dell’approfondimento e della valutazione:

cosa mi indica il Vangelo e il Magistero della Chiesa?

 alla luce del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa perché questa è la prospettiva propria di una comunità cristiana che vuole arrivare a dire una parola e a fare delle scelte evangeliche.

Il Vangelo e il Magistero della Chiesa sono un riferimento imprescindibile per la pastorale: ci offrono «principi generali, criteri di giudizio e direttive per l’azione».

  1. Il momento del consiglio e dell’elaborazione delle scelte:

soggetti, obiettivi e tempi: chi fa? che cosa? quando?

In coerenza con il Vangelo e l’insegnamento della Chiesa, si operano delle scelte. Non sempre saranno scelte perfette, spesso saranno i passaggi “possibili” in una realtà complessa, ma il discernimento ci indica tappe, passaggi, tempi, soggetti da attivare e anche una verifica.

 I criteri per una valutazione

alla luce del Magistero della Chiesa…

  1. La nuova Gerusalemme, la Città santa (cfr. Ap 21,24), è la meta verso cui è incamminata l’intera umanità. È interessante che la rivelazione ci dica che la pienezza dell’umanità e della storia si realizza in una città. Abbiamo bisogno di riconoscere la città a partire da uno sguardo contemplativo, ossia uno sguardo di fede che scopra quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze. La presenza di Dio accompagna la ricerca sincera che persone e gruppi compiono per trovare appoggio e senso alla loro vita. Egli vive tra i cittadini promuovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia. Questa presenza non deve essere fabbricata, ma scoperta, svelata. Dio non si nasconde a coloro che lo cercano con cuore sincero, sebbene lo facciano a tentoni, in modo impreciso e diffuso.

(Papa Francesco, Evangelii Gaudium)

 

  1. Il vertice insuperabile della prospettiva indicata è la vita di Gesù di Nazaret, l’Uomo nuovo, solidale con l’umanità fino alla « morte di croce » (Fil 2,8): in Lui è sempre possibile riconoscere il Segno vivente di quell’amore incommensurabile e trascendente del Dio-con-noi, che si fa carico delle infermità del Suo popolo, cammina con esso, lo salva e lo costituisce in unità. In Lui, e grazie a Lui, anche la vita sociale può essere riscoperta, pur con tutte le sue contraddizioni e ambiguità, come luogo di vita e di speranza, in quanto segno di una Grazia che di continuo è a tutti offerta e che invita alle forme più alte e coinvolgenti di condivisione.

Gesù di Nazaret fa risplendere dinanzi agli occhi di tutti gli uomini il nesso tra solidarietà e carità, illuminandone l’intero significato: « Alla luce della fede, la solidarietà tende a superare se stessa, a rivestire le dimensioni specificamente cristiane della gratuità totale, del perdono e della riconciliazione. Allora il prossimo non è soltanto un essere umano con i suoi diritti e la sua fondamentale eguaglianza davanti a tutti, ma diviene la viva immagine di Dio Padre, riscattata dal sangue di Gesù Cristo e posta sotto l’azione permanente dello Spirito Santo.

(dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa)